Mi sembra passato un secolo dal mio esame di maturità. Nonostante sia andato complessivamente bene, l'ho giudicato l'esame più balordo e inutile che abbia mai fatto, peggio della gastroscopia quando hai l'acne giovanile.
Ricordo che il primo scritto l'avevo il giovedì. Nonostante la mia proverbiale freddezza in sede d'esame, 2 giorni prima ero nel panico. Non avevo grossi motivi per pensare di non farcela, tuttavia mi prese malissimo.
Non sapevo cosa studiare e come saltarci fuori. Un dramma.
Poi oh, andò bene… e come tutti gli esami balordi che si rispettano, andai meglio nelle materie dove solitamente andavo alla member of dog (perché non le studiavo;ne ho avutola riprova all'università… li studiavo,e andavo bene).
L'unico aspetto positivo dell'esame, a parte il passarlo (ovviamente), fu il fatto che mi anestetizzò completamente dai successivi esami universitari. Presentandomi con una faccia come il culo di chi non sapeva tutto, di esami non ho sbagliati più di 3. In alcuni casi, li ho passati in modo davvero imbarazzante, roba da tirarmi dietro degli accidenti… alcuni li hanno ripetuti 6 volte e io al primo colpo, senza sbattermi più di tanto, rimediavo un dignitoso 24.
Comunque, mi è sempre rimasto quell'amarognolo della maturità in bocca, nonostante non me lo sia sognato più di 2 volte. Lo stress non è mai un buon amico.
Che cagata…
La morale: la tortura psicologica fine a se stessa incrementa le vendite di pannolini.
Maturo ma non troppo,
Charlie
